Un gruppo italiano di giovani con disturbo dello spettro autistico sta percorrendo in questi giorni le ultime tappe del Camino de Santiago con un obiettivo che va ben oltre l’arrivo in Praza do Obradoiro: dimostrare che il Cammino può essere anche uno spazio di autonomia, inclusione e crescita personale.
I ragazzi fanno parte di CamminAutismo, progetto italiano nato per offrire a giovani autistici esperienze capaci di sviluppare autonomia, capacità relazionali e fiducia in sé stessi attraverso attività in contesti naturali e sociali. Il Camino de Santiago è diventato uno degli scenari principali di questo percorso.
Nella giornata di oggi il gruppo ha affrontato la tappa Melide-Arzúa, con partenza prevista alle 8.30. Ad accompagnarli ci sono anche uomini e mezzi della Guardia Civil, con personale di Seguridad Ciudadana, della Oficina Móvil de Atención al Peregrino e della Escuadra de Caballería.

Un Cammino fatto di autonomia
Per CamminAutismo, camminare verso Santiago non significa soltanto accumulare chilometri.
Il progetto utilizza il viaggio e la vita quotidiana del Cammino per mettere i partecipanti davanti a situazioni nuove: adattarsi a orari diversi, condividere spazi, affrontare la fatica, relazionarsi con altre persone e imparare progressivamente a gestire imprevisti e decisioni.
L’associazione lo definisce come un percorso verso “autonomia e inclusione”, nel quale uscire dalla propria zona di comfort può aiutare i giovani a scoprire capacità che spesso restano nascoste nella vita quotidiana.
Negli anni precedenti hanno partecipato alle esperienze di CamminAutismo gruppi di ragazzi e ragazze con diversi livelli di supporto, accompagnati da professionisti sanitari, operatori, famiglie, volontari e realtà del terzo settore.
La Guardia Civil vuelve a caminar con ellos
La presenza della Guardia Civil non è una novità.
Già in precedenti edizioni agentes voluntarios avevano accompagnato e protetto il gruppo durante il Camino de Santiago, fornendo supporto umano e logistico. La propia memoria de sostenibilidad de la Guardia Civil recoge esta colaboración como una acción destinada a favorecer la inclusión y el bienestar de los jóvenes participantes.
Quest’anno l’accompagnamento torna a ripetersi nelle ultime tappe galiziane.
Dopo Melide-Arzúa, il programma prevede domani il percorso Arzúa-O Pedrouzo e sabato l’ultima tappa tra O Pedrouzo e Santiago de Compostela.

Santiago è sempre più vicino
Il gruppo era arrivato in Galizia nei giorni scorsi e aveva iniziato il cammino vero e proprio il 24 agosto. Nonostante la pioggia della prima giornata, i partecipanti hanno continuato compatti e con grande entusiasmo.
Ora Santiago è ormai vicino.
Ma probabilmente la parte più importante di questa storia non sarà la fotografia finale davanti alla Cattedrale.
Sarà tutto quello che i ragazzi avranno imparato lungo il percorso.
Perché il Camino de Santiago può essere sport, cultura, spiritualità, turismo o avventura.
Ma storie come questa ricordano che può essere anche qualcosa di ancora più importante:
un luogo dove abbattere barriere.
















