Il viaggio della speranza e della libertà
SANTIAGO DI COMPOSTELA. – Il Cammino di Santiago ha dimostrato ancora una volta il suo potere di trasformazione, questa volta come percorso di guarigione, libertà e reintegrazione. Dieci detenuti del Centro penitenziario di Jaén II Hanno portato a termine con successo il loro pellegrinaggio, tornando con qualcosa di molto più prezioso della credenziale: la certezza di un futuro diverso.
Accompagnato da funzionari, volontari della Fondazione la Caixa e membri della Pastorale Penitenziere della Diocesi di Jaén, questi dieci uomini hanno completato l'impegnativo Via Sanabrés, percorrendo più di 100 chilometri in cinque tappe da Ourense alla città dell'Apostolo.

L'eco di 20 percorsi condivisi
La spedizione di Jaén si è unita a una marea di oltre 325 pellegrini da 20 centri penitenziari di tutta la Spagna. Questo enorme incontro, che ha riunito 140 detenuti, cappellani, funzionari e volontari, hanno trasformato Santiago nell'epicentro della speranza penitenziaria.
Dopo lo sforzo, ciascuno dei 20 membri del gruppo di Jaén ha ricevuto il tanto atteso Compostella, la testimonianza ufficiale di un viaggio che trascendeva il fisico.
Il risveglio di una nuova vita
La convivenza è stata il vero motore di questo viaggio. Attraverso le parrocchie e i piccoli consigli dalla profonda Galizia, il gruppo si è dedicato ad una routine di guarigione: preghiera del mattino, pasti condivisi e, soprattutto, scambio di esperienze di vita.
Nelle conversazioni intime al calare del pomeriggio, la vulnerabilità si trasformava in forza. Uno dei detenuti lo ha riassunto con commovente chiarezza: “La vita non potrà più essere la stessa da questo momento in poi”. Le sue parole riflettono chiaramente il segno profondo che il Cammino lascia in coloro che hanno preso la ferma decisione di intraprendere un percorso di reinserimento sociale.
Oltre i chilometri
Gli assi della convivenza erano preghiera e il Fiducia. I momenti salienti sono stati la celebrazione dell'Eucaristia, sia in gruppo che nell'emozionante Messa di pellegrinaggio nella Cattedrale, ed escursioni piene di misticismo.
Il gruppo ha visitato lo storico Monastero cistercense di Oseira, dove hanno condiviso la preghiera dei Vespri con i monaci, e hanno raggiunto il drammatico paesaggio della «Costa della Morte» (Finisterre), l'antica fine del mondo.
Con i loro zaini vuoti di chili di bagagli ma pieni di luce e di scopo, questi dieci pellegrini di Jaén hanno terminato il loro viaggio. Ora ritornano ai luoghi d'origine, armati di fede e della convinzione che il cammino più difficile, quello della trasformazione interiore, è già iniziato.















