I pellegrini abbinano sempre più il cammino alla gastronomia e al vino
Il Cammino di Santiago si sta evolvendo oltre la sua immagine tradizionale di viaggio puramente spirituale o fisico. Nel 2026, una delle tendenze più visibili lungo diversi itinerari è la crescita costante dell’enoturismo, soprattutto in regioni come La Rioja e Ribeira Sacra.
Piuttosto che un’improvvisa trasformazione o il lancio di “suite di lusso per pellegrini” completamente nuove, ciò che sta accadendo è una graduale integrazione delle esperienze enoturistiche esistenti nel Cammino. Cantine, alloggi rurali e imprese locali stanno adattando le loro offerte per soddisfare le aspettative di un tipo di pellegrino in continua evoluzione.
Un collegamento naturale tra il Cammino e le regioni vinicole
Molti dei principali percorsi del Camino attraversano alcune delle zone vinicole più importanti della Spagna. Il Camino Francés, ad esempio, attraversa La Rioja, una delle regioni vinicole più conosciute del paese. Nel frattempo, percorsi alternativi e collegamenti nelle vicinanze conducono in aree come Ribeira Sacra in Galizia, famosa per i suoi ripidi vigneti e paesaggi unici.
Questa sovrapposizione geografica è sempre esistita, ma negli ultimi anni è diventata più visibile come parte dell’esperienza del Cammino.
I pellegrini non si limitano più a passare attraverso queste regioni: si fermano, assaggiano e interagiscono con la cultura locale in modo più deliberato.

Dalle semplici soste alle esperienze curate
Tradizionalmente, il consumo di vino lungo il Cammino era informale: un bicchiere di vino locale alla fine della giornata, una bottiglia condivisa a cena o una visita al bar del villaggio.
Nel 2026, quell’esperienza sta diventando più strutturata. Molte aziende vinicole ora offrono:
- Visite guidate adattate agli orari dei pellegrini
- Brevi degustazioni incentrate sulle varietà locali
- Spazi esterni per il riposo e il relax
- Spiegazioni culturali della produzione del vino
Non si tratta di strutture esclusive di lusso pensate solo per un turismo di fascia alta, ma piuttosto di esperienze accessibili e integrate nell’economia locale.
Alcuni hotel rurali e pensioni nelle regioni vinicole offrono anche pacchetti che includono alloggio, pasti e visite facoltative alle cantine.
La Rioja: una tappa fondamentale del Camino Francés
La Rioja rimane una delle destinazioni vinicole più importanti lungo il Cammino. Città come Logroño sono note da tempo per la loro gastronomia e la cultura del vino.
Negli ultimi anni, le imprese locali si sono adattate al crescente numero di pellegrini offrendo opzioni più flessibili, comprese degustazioni più brevi e visite informali che si inseriscono in un itinerario a piedi.
La famosa Calle Laurel a Logroño, nota per le sue tapas e i suoi vini, continua ad essere una grande attrazione per i pellegrini che desiderano combinare esperienze culinarie e culturali.
Ribeira Sacra: un'alternativa più tranquilla e panoramica
In Galizia, la Ribeira Sacra sta guadagnando attenzione tra i pellegrini che esplorano itinerari alternativi o estendono il loro viaggio oltre i sentieri principali.
Questa regione è nota per i suoi paesaggi spettacolari, con vigneti piantati su pendii ripidi lungo i canyon fluviali. La produzione di vino qui è su scala ridotta, ma molto apprezzata per la sua unicità.
Anche se Ribeira Sacra non si trova direttamente sulle principali rotte del Camino, la sua vicinanza e la crescente reputazione la rendono un'opzione attraente per i viaggiatori che cercano un'esperienza più coinvolgente.

Un cambiamento nel profilo dei pellegrini
L’aumento dell’enoturismo lungo il Cammino è strettamente legato ai cambiamenti nel profilo dei pellegrini.
I pellegrini di oggi sono spesso:
- Più interessato alle esperienze culturali
- Disposto a spendere in prodotti locali
- Alla ricerca dell'autenticità piuttosto che del lusso
- Coniugare le passeggiate con la gastronomia e il relax
Ciò non significa che il Cammino sta diventando una destinazione di lusso, ma piuttosto che si sta diversificando.
I pellegrini portano ancora zaini e seguono percorsi tradizionali, ma molti ora includono piccole esperienze, come una visita in cantina, come parte del loro viaggio.
Impatto economico sulle comunità locali
L’integrazione dell’enoturismo nel Cammino ha un impatto positivo sulle economie locali.
Piccole aziende vinicole, aziende a conduzione familiare e alloggi rurali beneficiano di un maggiore interesse da parte dei visitatori. Ciò aiuta a sostenere le industrie locali e incoraggia la conservazione delle pratiche tradizionali.
È importante sottolineare che questa crescita tende ad essere più distribuita rispetto al turismo di massa, poiché i pellegrini si spostano da un luogo all’altro anziché concentrarsi in un unico luogo.
In equilibrio tra tradizione e nuove tendenze
Come per molti sviluppi del Cammino, l’ascesa dell’enoturismo solleva interrogativi sull’equilibrio.
C’è un chiaro sforzo da parte delle comunità locali per garantire che queste esperienze non mettano in ombra i valori tradizionali del Cammino. L’attenzione rimane su:
- Rispetto del percorso
- Autentica cultura locale
- Accessibilità per tutti i tipi di pellegrini
Il vino è visto come parte del panorama culturale, non come un sostituto dell’esperienza fondamentale.
Il Camino come viaggio culturale più ampio
La crescente visibilità dell’enoturismo riflette una più ampia trasformazione del Cammino di Santiago.
Non è più definito solo dalla distanza o dalla destinazione, ma dalle esperienze incontrate lungo il percorso.
Il cammino rimane centrale, ma è completato da:
- cibo e bevande
- Tradizioni locali
- Paesaggi e patrimonio
Questa combinazione è ciò che rende unico il Camino.
Conclusione: un Cammino più ricco, ma pur sempre autentico
Nel 2026, il Cammino di Santiago non si trasformerà in un percorso di lusso, ma sta diventando sempre più diversificato.
L’enoturismo fa parte di questa evoluzione, offrendo ai pellegrini l’opportunità di connettersi più profondamente con le regioni che attraversano.
L'essenza del Camino rimane invariata: un viaggio di movimento, riflessione e connessione.
Ma lungo il percorso ora c’è più spazio per fermarsi, assaporare e sperimentare la ricchezza della terra.















