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RTVE trasforma il pellegrinaggio in una caccia umana

RTVE trasforma il pellegrinaggio in una caccia umana

ALLERTA ROSSA SULLA STRADA! RTVE trasforma il pellegrinaggio in una caccia umana: è questo ciò di cui abbiamo bisogno?

RTVE Play presenta in anteprima "Caminantes", un thriller che colloca il terrore nella giungla di Irati, utilizzando il Camino de Santiago come macabro sfondo. Una banalizzazione pericolosa che potrebbe intaccare l’essenza e la sicurezza della Via più sacra d’Europa, soprattutto per i più vulnerabili.

Madrid, Spagna – In un movimento che molti descrivono come irresponsabile e opportunista, Riproduzione RTVE lancia la sua nuova scommessa sulla narrativa giovanile: 'Camminatori'. Questo thriller, che arriverà sulla piattaforma il 24 luglio con 7 capitoli, mira a trasferire il genere horror nell'iconico Cammino di Santiago. Tuttavia, la proposta, lungi dall’essere una semplice finzione, ha sollevato allarmi circa la situazione banalizzazione e potenziale sfruttamento di un percorso dal profondo significato spirituale e umano, nonché il rischio di generare paure infondate nei pubblici più sensibili.

RTVE trasforma il pellegrinaggio in una caccia umana

Diretta da Koldo Serra, la produzione utilizza la tecnica del Found Footage e del mockumentary per raccontare la scomparsa di cinque giovani nel Giungla di Irati nell'agosto 2019. I loro cellulari, ritrovati settimane dopo, ricostruiscono 40 ore di incubo: quella che sembrava un'avventura estiva si trasforma in caccia all'uomo per mano di una famiglia disturbata, legata a sinistri eventi accaduti nel 1999.

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La strada come scena del crimine: una linea pericolosamente oltrepassata

Qui sta il nocciolo della questione e il punto più esplosivo della critica. Il Cammino di Santiago non è una semplice decorazione per a thriller dell'orrore rurale. È un antico percorso di pellegrinaggio, introspezione, ricerca personale e, fondamentalmente, sicurezza e comunità. Rendendolo teatro di una "caccia all'uomo" e di elementi di "terrore rurale", RTVE non solo banalizza il suo significato spirituale, ma proietta un'immagine di insicurezza e pericolo che è lontano dalla realtà.

Questa strumentalizzazione del Cammino per l’intrattenimento a basso costo ha un innegabile impatto negativo, soprattutto in persone sensibili: giovani che, attratti dalla moda o dalle sfide fisiche, possono lasciarsi influenzare da queste narrazioni immaginarie. Quale messaggio viene inviato quando la televisione pubblica usa un simbolo di pace e di incontro per vendere paura e angoscia? Esiste il rischio di:

  1. Generare paure infondate: Creare la percezione che il Cammino sia un luogo pericoloso o soggetto a situazioni estreme, scoraggiando i potenziali pellegrini, in particolare quelli che cercano un ambiente sicuro per il loro viaggio personale.
  2. Distorcere la sua Essenza: Ridurre la profonda esperienza culturale, spirituale e umana del Cammino a mero sfondo per a festa del sangue gioventù. L'ospitalità, il mutuo aiuto e la ricchezza storica e culturale che lo definiscono vengono ignorati.
  3. Promuovere il sentimento di vulnerabilità: In un contesto in cui la sicurezza del pellegrino è fondamentale, presentare scenari di rapimenti o persecuzioni può colpire psicologicamente le persone che già intraprendono il Cammino con determinate apprensioni o che cercano di superare esperienze traumatiche.

Mentre il cast, ricco di giovani promettenti, e la troupe di regia (Koldo Serra, José A. Pérez Ledo) promettono "tensione ed elementi di orrore rurale", la domanda che risuona è: a quale prezzo? La natura, in questa storia, diventa un "personaggio contrario", ma è il Cammino stesso a diventare vittima collaterale di questo impegno nei confronti della natura. sensazionalismo a buon mercato.

RTVE, in quanto emittente pubblica, dovrebbe avere una maggiore responsabilità nella rappresentazione del nostro patrimonio culturale e spirituale. Trasformare il Cammino di Santiago in una piattaforma per la narrativa horror è un passo falso che può influenzare negativamente non solo la sua immagine, ma anche l'esperienza di migliaia di pellegrini che vi cercano rifugio, non un incubo.


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