Manuale non ufficiale per capire come qualcuno possa smarrirsi... anche se il percorso è letteralmente dipinto da frecce gialle
In esso Cammino di Santiago Esiste un fenomeno degno di studio antropologico, psicologico e, perché non dirlo, umoristico: il frecce gialle. Quei segni mitici, onnipresenti, insistenti e quasi materni che ti dicono “da questa parte, tesoro”. Eppure... c'è gente che si perde.
SÌ. È perduto. Molto.
Frecce gialle: il sistema di navigazione più insistente d'Europa
Le frecce gialle non sono semplici segni. Sono uno stato d'animo. Sono su muri, pietre, alberi, pali, pavimenti, cordoli, lampioni e, se trascurati, sulla fronte di qualche pellegrino distratto.
Ci sono sezioni in cui vedi tre frecce alla volta, che puntano tutti esattamente allo stesso posto, come se il sentiero dicesse:
"Te lo spiegherò di nuovo... per ogni evenienza."
Eppure appare sempre qualcuno che assicura con totale convinzione:
—Semplicemente non ho visto nessun segno.
Il pellegrino moderno e la sua lotta interiore con l'evidenza
Qui entra in gioco un classico del Cammino: il pellegrino che fidati del tuo intuito più che della freccia. La freccia punta a sinistra, ma lui sente che la sua destinazione spirituale è a destra... verso un prato con le mucche.
Un altro profilo comune è quello del pellegrino tecnologico. Ha un telefono cellulare, GPS, app, orologio intelligente e batteria esterna. La freccia gialla dice una cosa, l'app un'altra, e lui decide di seguire... l'uomo davanti, che non sa neanche lui dove sta andando.
Risultato: due ore dopo, entrambi sono in una zona industriale e chiedono a un uomo su un trattore dove si trova Santiago.
Quando perdersi “fa parte anche del Cammino”
Per molti perdersi non è un errore, è un'esperienza mistica.
—Il Camino ti porta dove devi andare., dicono, mentre tornano sui loro passi con la faccia affamata e nuove vesciche.
C’è chi sostiene che deviare rinforzi lo spirito, le gambe e la capacità di improvvisare scuse. Altri semplicemente accettano di aver percorso gli 8 chilometri in più “per la crescita personale”.
Naturalmente, quando ricompare la freccia gialla, la guardano con un misto di sollievo e risentimento, come a dire:
"Ah, eri lì tutto il tempo..."

Frecce dipinte, intagliate, incollate... e ancora invisibili
La cosa divertente è che nessuno si perde il primo giorno. Il problema sorge quando il cervello entra in “modalità automatica”. Cammini, pensi alla vita, alla cena, al motivo per cui hai deciso di fare questo... e all'improvviso non vedi una freccia per mezz'ora.
Spoiler: la freccia era lì. Era sempre lì. Non stavi guardando.
Conclusione: se ti perdi non è colpa della freccia
Le frecce gialle non falliscono. Falliamo.
Compiono la loro missione con infinita pazienza, sotto la pioggia, il sole e selfie mal inquadrati. Se qualcuno si perde lungo il Cammino di Santiago, non è per mancanza di segnaletica, ma per eccesso di fiducia umana.
Ma non preoccupatevi: anche perdersi, riderci sopra e raccontarlo dopo fa parte del Cammino. Certo... la prossima volta, guarda la freccia. Sta cercando di aiutarti.















