“L’Atrio dei Gentili”: In un messaggio che sicuramente meritava altri destinatari specifici e come un ripetuto richiamo ad un pericolo, né nuovo né che le associazioni più impegnate non denunciano da anni, il Papa Francesco avvertito giorni fa in un ricevimento in Vaticano organizzato dall' Opera Don Guanella e raccolti in questo giornale –https://www.diariodesantiago.es/santiago/el-papa-francisco-questiona-el-truero-significado-del-peregrinaje-en-el-camino-de-santiago/- dei pericoli che incombono sull’antico cammino verso Compostela in termini di quello che dovrebbe essere il vero significato del pellegrinaggio alla tomba dell’apostolo Santiago.
Si segnalano altri destinatari perché non c'è dubbio che non è proprio il mantenimento di questi valori religiosi e trascendenti a incoraggiare l'opera dei religiosi, dei seminaristi e dei laici che da quindici anni offrono aiuto ai pellegrini in Galizia e che sono stati, appunto, i quali il Papa si è rivolto nel suo discorso, che senza dubbio potrebbe essere migliorato, come cercheremo di spiegare più avanti, chiedendo "Le persone che fanno il Cammino di Santiago fanno un vero pellegrinaggio o è qualcosa di più?"

Esiste, evidentemente, quel dualismo secolare-religioso tra coloro che si imbarcano sul Cammino, come la Chiesa inventaria da molti anni al momento della concessione Compostela, ed è un fenomeno tanto più preoccupante, dal punto di vista strettamente ecclesiastico, in quanto, in un totum revolutum, nessuno si è preso la briga di cercare di differenziare adeguatamente il pellegrino dal turista. Inoltre, come fattore aggiuntivo, la Xunta de Galicia utilizza da tempo la rivendicazione del Cammino per farne l'asse, il centro e il nucleo principale della sua politica turistica, contribuendo in larga misura a quella deturpazione iniziale che il Pontefice denuncia ma alla quale qualche istituzione ecclesiale si è unita con sorprendente effusione contro il buon giudizio dell'Arcivescovado, cercando di far rispettare il principio biblico che il suo Regno non è di questo mondo.
Inoltre, anche nella già citata udienza papale, è sorprendente che i servizi resi a Finisterre, più tipici di altri riti, mitologie e preoccupazioni apparentemente trascendenti e contro i quali monsignor Giuliano Barrio Ha sempre cercato, durante il suo lungo insegnamento, di puntare i piedi, senza però spesso farsi capire. Anche adesso c’è un seguito molto discutibile ed euforico accademici dei quali sarebbe bene che se ne conoscesse l'origine e che pretendessero una capitolazione meno effusiva, come ci ha insegnato l'illustre vicino di Manganeses de la Polvorosa. Perché, vale la pena ripeterlo ancora una volta, il Cammino, nel suo aspetto religioso, che gli ha permesso di sopravvivere nei secoli, termina a Compostela. Tutto il resto è folclore, ginnastica o strettamente mondano, finto interesse.
FONTANA: DIARIO DI SANTIAGO















