Come una cittadina della Galizia è diventata un paradiso del formaggio: Chiunque abbia realizzato il Cammino di Santiago sa cosa rappresenta Arzúa: in questa cittadina galiziana di 6.000 abitanti il Cammino Francese e il Primitivo si uniscono; ed essendo a 40 km dal punto finale del percorso giacobino, per molti rappresenta l'ultima tappa del loro lungo cammino. Per questo motivo, tutto l'anno – soprattutto in primavera e in estate – si vede pellegrini che risalgono la centralissima Rua Cima do Lugar stancando le gambe con gli zaini, ma con l'ansia di essere vicini al traguardo. Questo spiega perché esiste a numero sorprendente di alloggi, tra gli ostelli (come quello di Ribadiso, che risale al Medioevo), gli ostelli e un buon numero di boutique hotel situati in palazzi sontuosi ed eleganti dimore signorili.
Arzúa È anche terra di leggende -quasi ognuna delle sue 22 parrocchie ne ha una da raccontare-, di ruscelli che saltano tra le rocce, della calma bucolica del bacino di Portodemouros, Di granai e ancora granai, di chiese con le loro pietre annerite dai secoli, di cappelle perdute in mezzo alla foresta, di valli dal colore così intenso da valorizzare il luogo come un paradiso verde. E formaggi, tanti formaggi.
Imparare a gustare
“Aspetta, non ancora. Per prima cosa bisogna aprire il formaggio e annusarlo. Senti odore di burro? Bene, prendi un pezzettino, stringilo tra le dita e annusalo di nuovo. E adesso? Guarda come è cambiato, e l'aroma del latte si sente più intenso." Meno male che sono con un esperto degustatore che mi insegna a percepire le sensazioni visive e organolettiche che, in questo caso, il Arzúa-Ulloa DOP, il simbolo di una città con galloni di essere la capitale del formaggio, almeno in Galizia.
Siamo dentro Casa Brandariz, a 10 minuti da Arzúa. È una tenuta rurale del XVI secolo trasformata in boutique hotel, dove tra le sue mura di pietra continuo a imparare a assaggia questo formaggio di latte vaccino, per chiudere gli occhi e sentire il suo sapore morbido e cremoso, dove si percepiscono le sfumature del latte e del burro.
FONTANA: GEOGRAFICA NAZIONALE















