La strada romana che ha dato origine al Cammino Francese: dove passava e come ha trasformato il pellegrinaggio in Europa
Prima che il Cammino di Santiago diventasse il grande itinerario spirituale d’Europa, esisteva già una strada che collegava il nord della penisola iberica con il resto del continente: la strada romana conosciuta come Ab Asturica Burdigalam. Questa strada, costruita più di duemila anni fa, collegava Astorga (León) con Bordeaux (Francia) e finì per essere la base della corrente Via Francese, la rotta giacobina più trafficata.
La strada è iniziata da Asturica Augusta (Astorga), uno dei grandi centri amministrativi romani della Hispania, e avanzò verso est, attraversando zone strategiche per il loro valore economico e militare. Tra i punti principali del suo tour c'erano le aree vicine alle miniere d'oro Le zucchine, fondamentale per l'Impero.
Da lì il percorso proseguiva attraverso l'attuale territorio di Castilla y León, passando per Sasamon (Segisama) y Briviesca (Viroviviesca), per poi dirigersi verso i Paesi Baschi attraverso la zona di Veleia, vicino all'attuale Vitoria. Più tardi ha raggiunto Pompaelo (Pamplona), dove si concentrava un altro importante snodo delle comunicazioni.
La traversata dei Pirenei è stata effettuata attraverso il passo conosciuto come Summo Pirenei, identificato con la corrente Roncisvalle, una delle enclavi più emblematiche del Camino de Santiago. Da lì, la strada ha continuato attraverso la regione dell'Aquitania fino a raggiungere Burdigala (Bordeaux), grande porto fluviale e centro commerciale romano.
Questa via non era un semplice percorso locale, ma un vero e proprio asse internazionale che permetteva il transito di truppe, merci e viaggiatori. Si stima che l'intero tragitto potesse essere compiuto in poco più di venti giorni a piedi, una velocità notevole per l'epoca, che ne spiega l'importanza strategica.
Con la caduta dell'Impero Romano la strada continuò ad essere utilizzata. Attraverso di esso circolavano città invasori, eserciti e mercanti. In diversi momenti storici fu utilizzato dalle tribù germaniche, dai Visigoti e anche durante l'espansione musulmana nella penisola iberica. Il suo valore come corridoio naturale tra l'Europa e la Hispania settentrionale non è mai stato completamente perso.

Secoli dopo, quando iniziarono i pellegrinaggi a Santiago de Compostela, questo antico itinerario offriva un vantaggio decisivo: era già sperimentato, collegava e attraversava territori relativamente popolati. Così i pellegrini provenienti dalla Francia e da altre parti d'Europa iniziarono a utilizzarla come via principale verso la Galizia.
Durante il Medioevo lungo il percorso sorsero ospedali per pellegrini, monasteri, chiese e paesi che ancora oggi conservano la loro impronta giacobina. Città come Pamplona, Logroño, Burgos, León e Astorga Sono cresciuti grazie al costante passaggio dei camminatori. Il percorso è stato registrato in testi medievali come il Codice Calixtino, che lo consolidò come l'itinerario principale del Camino de Santiago.
Ancora oggi si conservano resti visibili di quella strada romana in diversi punti del percorso, come i tratti acciottolati nella provincia di León o gli edifici religiosi costruiti su antiche strutture romane a La Rioja. Queste vestigia dimostrano che il Cammino Francese non è solo medievale, ma anche erede diretto dell'ingegneria romana.
L'impatto di questo percorso è andato ben oltre l'aspetto religioso. Permise la circolazione di idee, stili artistici, lingue e costumi tra il nord della penisola e il resto dell’Europa. In questo modo, il Cammino Francese ha contribuito alla formazione di un’identità culturale condivisa secoli prima che esistesse il concetto moderno di Europa.
Quella che era nata come un'infrastruttura pensata per il controllo dell'Impero finì per diventare un percorso spirituale e culturale vivo ancora oggi. Ogni anno migliaia di persone percorrono lo stesso itinerario senza sapere che stanno calpestando una strada progettata più di due millenni fa. Un percorso che nasce romano, diventa medievale e oggi è universale.















